Dublino nel 1913

Quest’anno ricorre il centenario di una serie di eventi che sconvolsero la vita della gente di Dublino di un secolo fa.
Henrietta Street
Nel 1913 l’aspetto della città non era molto diverso da oggi (a parte il traffico) ma la vita dei suoi abitanti era certamente molto più dura. Nel 1913 Dublino era una città ancora sotto il dominio britannico, che offriva pochissime opportunità di impiego, soprattutto per i lavoratori non qualificati, poiché non esistevano industrie vere e proprie. I datori di lavoro si approfittavano perciò della situazione offrendo condizioni precarie e paghe da fame.

I tenements
Le famiglie operaie vivevano in edifici fatiscenti e molti dei palazzi georgiani un tempo prestigiosi erano diventati a quell’epoca tenements, cioè dei casamenti abitati da molte famiglie, in cui ogni famiglia, spesso numerosa, occupava una sola stanza sprovvista di riscaldamento e di qualsiasi altro comfort. Nell’agosto del 1913 ben 20.000 tra operai e manovali si ribellarono ai propri datori di lavoro indicendo uno sciopero che si protrasse per 7 mesi, bloccando la città. Questo sciopero viene ricordato come il Lockout (la serrata), per il fatto che tutti gli scioperanti vennero chiusi fuori dai propri posti di lavoro e sostituiti da crumiri.

Statua di Jim Larkin in O’Connel Street


Jim Larkin
Furono mesi durissimi per Dublino e migliaia di famiglie arrivarono quasi al punto di morire di fame. Il leader dello sciopero era il sindacalista Jim Larkin, di cui oggi si può vedere una statua in O’Connell Street.
Terminò nel gennaio del 1914 con la sconfitta dei lavoratori che tornarono al lavoro senza ottenere un miglioramento delle loro condizioni. Ma il loro sacrificio non fu invano, in quanto la lotta di quei mesi spianò la strada alle successive conquiste del movimento sindacale irlandese.
Interno di palazzo in Henrietta Street
Living the Lockout
Fino al 31 agosto sarà possibile assistere a Living the Lockout, una rappresentazione della vita nei tenements ai tempi del lungo sciopero, in uno dei luoghi autentici in cui le povere famiglie dell’epoca vivevano, Henrietta Street.
In questa strada furono costruiti i primi e più grandi palazzi georgiani a partire dal 1720. Questi furono abitati per vari decenni da famiglie aristocratiche, vescovi e ricchi dublinesi ma subirono un pauroso declino dalla metà dell’800 in poi, trasformandosi a poco a poco in tenements. Oggi in Henrietta Street alcuni di questi palazzi sono stati restaurati ma altri conservano ancora l’aspetto, sia all’esterno che all’interno, che avevano nel 1913.
Living the Lockout offre la opportunità di visitare l’interno di uno di questi edifici un tempo splendidi e di immergersi nell’atmosfera della Dublino di 100 anni fa. Sarà come entrare in una macchina del tempo e assistere in prima persona a quegli avvenimenti e alle loro conseguenze nella vita delle famiglie.
Il biglietto per assistere alla rappresentazione costa 5,5 euro e si può prenotare online a questo link: Living the Lockout

Mostra sul Lockout 1913 alla National Library fino a marzo 2014
Presso la National Library, a 2 Kildare St. fino al 30 marzo 2014 sarà possibile visitare una mostra in cui si racconta tutto ciò che riguarda questo famoso evento della storia di Dublino. Articoli di giornale e foto d’epoca fanno parte dell’esposizione. Tutte le informazioni a questo link: http://www.nli.ie/lockout/


Strumpet City
Sempre per ricordare il Lockout del 1913, il libro scelto quest’anno nell’ambito dell’iniziativa One city One book è il romanzo Strumpet City di James Plunkett, un’altra rappresentazione vivida, in forma narrativa, degli avvenimenti di quel tempo. Scritto nel 1969, Strumpet City è forse il romanzo storico irlandese più importante, in cui prevale il tema sociale, nella migliore tradizione dei grandi romanzi ottocenteschi di Charles Dickens ed Émile Zola. La storia del romanzo si svolge nell’arco di 7 anni e racconta le vite di persone appartenenti a classi sociali molto diverse e di come queste si intrecciano durante i grandi eventi dell’epoca. Oggetto della narrazione sono la completa indigenza e gli espedienti per sopravvivere di Rashers Tierney, l’aspirazione a una solida rispettabilità della giovane coppia Fitz e Mary, il confronto tra i sacerdoti Padre Giffley e Padre O’Connor e infine il mondo elegante delle famiglie Yearling e Bradshaw, con uno sguardo molto ampio sulla vita dell’intera città in un particolare momento storico.

I commenti sono chiusi.