Dintorni di Dublino 4: Glendalough a fine novembre

Se la frenetica vita dublinese dopo un po’ di giorni dovesse iniziare a starvi stretta, non perdetevi d’animo, il rimedio c’è e si chiama contea di Wicklow. Per la precisione parliamo delle Wicklow Mountains, 20.000 ettari di montagne alle porte di Dublino pronte a ristorare le vostre membra dalle confusione cittadina. Non a torto, si dice che questo parco nazionale racchiuda alcuni dei paesaggi più straordinari dell’Irlanda e visitarlo in autunno riesce a regalare uno spettacolo incantevole: le calde tonalità giallo-rosse delle foglie che si attardano a cadere dagli alberi aggiungono qualcosa di magico a questo angolo di natura irlandese.


Mano a mano che ci si allontana da Dublino è un piacere inoltrarsi nella rigogliosa campagna irlandese: durante il tragitto si viene cullati dall’alternarsi di prati verdissimi, boscaglia, rivoli d’acqua che si perdono nelle vallate e ovviamente…pecore! Grandissime quantità di pecore che, al passaggio della macchina, ti concedono uno sguardo atterrito prima di tornare a brucare l’erba.

Il viaggio verso le montagne è relativamente breve e in meno di un’ora riuscirete a raggiungere le vette di queste montagne, anche se parlare di vette può forse sembrare eccessivo dato che quella più alta non raggiunge neanche i mille metri. Ad ogni modo, a meno che non siate trekker provetti pronti a tuffarsi nell’esplorazione di sentieri naturali (di cui la zona è ricca), già solo una gita in macchina lungo la stretta R759 sino al Wicklow gap, uno dei due principali valici della zona, vale ampiamente la pena. Questa stradina stretta e tortuosa vi permetterà di raggiungere dei punti panoramici di estrema bellezza, dove la vista spazia tra le grandi distese di brughiere e torbiere che si alternano ai grigi affioramenti di granito, la roccia di cui sono composte queste montagne: le vette sono aspre e desolate e tra di loro si insinuano profonde vallate glaciali, originatesi migliaia di anni fa, tra cui, fra le altre, quella di Glendalough, la nostra seconda tappa.

Lungo questa strada si passa anche al di sopra del tenebroso lago di Lough Tay, anche detto Guinness lake per due motivi: il primo è che è effettivamente di proprietà della famiglia Guinness che nella zona ha un vasto possedimento; il secondo, decisamente più folkloristico, è che guardando dall’alto questo lago dal colore scurissimo lambito su un lato da una stretta striscia di sabbia chiara, in effetti può ricordare una pinta del più famoso nettare alcolico locale! A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, di quanto la Guinness faccia parte dell’immaginario e della cultura del popolo irlandese.

Dalle vette delle Wicklow Mountains in poco tempo si riesce a raggiungere Glendalough, in gaelico Gleann dá Loch, cioè Valle dei due Laghi, per la presenza, appunto, di due laghi, il Lower Lake e l’Upper Lake. Questo luogo è una deliziosa combinazione di rovine storiche e magnifico paesaggio naturale: qui si trova ciò che resta di un importante insediamento monastico fondato, secondo la leggenda, da un giovane monaco di nome Kevin che si trasferì qui nel 498 d.C. in cerca di un luogo dove ritirarsi a meditare e che, col passare del tempo, diede vita ad uno dei centri religiosi più importanti dell’epoca.

È ancora possibile vedere l’antico arco in pietra che era l’ingresso al monastero, l’unica struttura di questo genere ancora presente in Irlanda, che ci introduce in un luogo fuori dal tempo. Camminando si incontrano un cimitero, ancora in uso, con numerose croci celtiche in pietra scolpite rozzamente e la curiosa torre circolare, una struttura del X sec. alta 33 metri e con un tetto conico: questo tipo di torre si ritrova solo qui in Irlanda e, tra l’altro, ne sono rimasti pochi esemplari in tutta l’isola. La sua destinazione d’uso è a tutt’oggi un enigma, ci sono diverse ipotesi al riguardo, basti pensare che la porta d’accesso è collocata a diversi metri d’altezza… Piuttosto curioso, no? Nell’area si trovano altri edifici, come la Priest House (Casa del sacerdote) e la St Mary’s Church, una chiesa del X sec. che probabilmente in origine sorgeva all’esterno delle mura del monastero.

Ma il luogo simbolo di Glendalough è sicuramente la St. Kevin’s Kitchen o Church, considerata dagli studiosi di architettura medievale un autentico capolavoro: perché venga definita “cucina” è un altro degli enigmi di questo sito, data la presenza del piccolo campanile in pietra che rimanda in maniera abbastanza inequivocabile a un luogo di culto. Una volta oltrepassate le numerose rovine è un piacere farsi una bella passeggiata attorno ai due laghi circondati da fitti boschi: se vi piace camminare questo è il luogo ideale dato che ci sono numerosi sentieri percorribili (di varie difficoltà). Qui avrete modo di ammirare uno degli angoli naturali più suggestivi dell’Irlanda!
(Guest post di Francesca)


Come arrivarci

 



Glendalough si raggiunge in auto da Dublino in circa un’ora. Se però non avete la possibilità di noleggiare un’auto esiste un servizio giornaliero di trasporto pubblico, il St. Kevin bus, che parte da Dawson Street alle 1130 e arriva al Visitor Centre di Glendalough alle 1250. D’inverno l’autobus riparte per Dublino presto, circa alle 1630, mentre d’estate l’orario del ritorno è un pochino più tardi.
Questo servizio permette comunque di trascorrere qualche ora a Glendalough, abbastanza per visitare il centro monastico e percorrere i sentieri della vallata fino al lago. Per la pausa pranzo c’è il ristorante-pub dell’hotel locale oppure è sempre possibile fare un picnic!
Informazioni sull’orario estivo e invernale a questa pagina.

I commenti sono chiusi.