Elisabetta II visita Dublino…

Non accade da ben 100 anni che un regnante inglese visiti l’isola, per cui l’arrivo di Elisabetta II in Irlanda il prossimo 17 maggio è un avvenimento di portata storica. L’ultimo fu Giorgio V, nonno di Elisabetta, che visitò Dublino nel 1911 solo 5 anni prima dell’insurrezione di Pasqua e della successiva guerra d’indipendenza che portò alla formazione della repubblica d’Irlanda. Nonostante il desiderio di indipendenza del popolo irlandese all’epoca, Giorgio V fu ben accolto dalla folla che si riunì nelle strade per salutarlo.

Questa volta però sarà quasi impossibile riuscire a vedere la regina anche solo da lontano in una delle tappe della sua visita a Dublino e Cork, a meno di far parte di un ristretto gruppo di invitati ai vari incontri in programma.
Infatti il livello di sicurezza è altissimo, da settimane si programmano chiusure di strade, divieti di parcheggio in centro, divieti di avvicinarsi a piedi ai luoghi dove è previsto che la regina si fermi. Come the Garden of Remembrance, il parco dove si commemorano i patrioti morti per la causa dell’indipendenza irlandese o Croke Park, lo stadio del calcio gaelico teatro del Bloody Sunday, la domenica di sangue, dove nel 1920 truppe britanniche fecero fuoco sulla folla che assisteva a una partita di calcio uccidendo 16 persone, per vendicare l’uccisione di alcuni ufficiali inglesi ordinata da Michael Collins.

Ma al di là del significato storico della visita e del retaggio del passato che cosa pensano i dublinesi dell’arrivo di Sua Maestà?
Beh, pare che la maggior parte sia indifferente all’arrivo di “Lizzie”. Tutt’al più si chiedono se era proprio il caso di spendere così tanti soldi per la sicurezza – indubbiamente il conto sarà salato – in un momento di seria crisi economica. Si chiedono se riuscirannno ad andare al lavoro senza troppi problemi questa settimana visto che tante strade di grande percorrenza saranno chiuse. Qualcuno teme che la Real IRA tenti qualche atto terroristico. Molti sono consapevoli che se tutto andrà bene questa visita, seguita poco dopo da quella di Obama il 23 maggio, attirerà l’attenzione dei media di tutto il mondo sull’Irlanda per qualche giorno e il paese ha bisogno di un po’ di pubblicità positiva dopo il recente fallimento delle banche e la successiva crisi economica. Anche per questo, anche se molto probabilmente non saremo accalcati lungo O’Connell Street a sventolare la Union Jack, benvenuta Lizzie! :-)

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